Spesso sentiamo parlare di minatrice serpentina, molto dannosa per le nostre piante, particolarmente temuta dagli agrumi.

Scopriamo nello specifico di cosa si tratta e come combatterla.

Che cosa è la minatrice serpentina

Il nome scientifico della minatrice serpentina è Phyllocnistis citrella.

Questo piccolo insetto è lungo circa 3 mm ed ha un’apertura alare di 4 mm; le ali anteriori sono color argento e frangiate. La farfalla depone fino a circa cento uova trasparenti lungo la nervatura mediana di entrambe le pagine fogliari.

Appartiene all’ordine dei Lepidotteri proveniente dal Sud-Est asiatico, arrivato in Italia nel 1994, dapprima nel Sud Italia negli agrumeti, e poi diffusosi anche nel Nord Italia e sugli agrumi ornamentali anche in vaso sui terrazzi di Milano, grazie al progressivo riscaldamento climatico: il ciclo si svolge a partire dai 12 °C.

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Larva minatrice (Foto©Instagram-saruzzu65)

Quali piante colpisce

La minatrice colpisce molte piante, in particolare piante da frutto, soprattutto agrumeti, ma anche Rose, Lauroceraso, Piracanta (Pyracantha) e Betulle.

Quali sono i suoi effetti

I danni maggiori vengono provocati quando le larve scavano gallerie di alimentazione (“mine”, donde “minatrice”) con andamento serpeggiante, larghe fino a 1 mm, che “ricamano” gran parte della lamina fogliare.

Le mine sono caratterizzate da una linea centrale scura determinata dal deposito di escrementi della larva, e dalla colorazione bronzea per l’ossidazione dei tessuti nei quali è penetrata l’aria. Le foglie attaccate riducono la loro capacità fotosintetica e, compromesse nelle loro strutture, si seccano e cadono. sì accartocciano e si seccano.

L’attività generale della pianta viene fortemente compromessa, soprattutto in caso di gravi attacchi. Possono infine essere colpiti anche i frutti, sui quali le larve danneggiano la buccia, rendendoli non commerciabili e provocandone un rapido ammaloramento, anche per l’instaurazione di infezioni fungine successive; e più raramente vengono toccati anche i boccioli fiorali, dove più frequentemente può avvenire l’incrisalidamento.

Minatrice serpentina: rimedi naturali

Il modo migliore per combattere correttamente la lotta alle minatrici serpentine consiste nell’utilizzare un insetticida di origine naturale a base di sistemico, a base di azadiractina (olio di neem), ed i trattamenti con questo prodotto devono essere eseguiti una volta alla settimana da quando compaiono i primi sintomi, oppure un altro rimedio naturale sarebbe utilizzare una trappola a feromoni.

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Serpentina minatrice (Foto©Instagram-giamp.flo)

Trappole con feromone per catturare insetti

Un modo migliore per sconfiggere le minatrici serpentine sarebbe utilizzare una trappola ai feromoni. Questa consiste nel disporre delle capsule che contengono il feromone attrattivo femminile all’interno di trappole adesive.

Lo scopo di queste è attrarre il maggior numero di insetti maschi e di catturarli con la trappola adesiva. Senza maschi non può avvenire la fecondazione delle femmine di minatrice e di conseguenza l’ovideposizione delle uova.

In caso di forti infestazioni, bisogna trattare con olio minerale, bagnando bene il fogliame e ripetendo l’intervento a distanza di 30 giorni, eseguendone tre da ottobre a dicembre e altri due tra gennaio e febbraio, per colpire le larve incrisalidate.

Rimedi chimici

Se i rimedi naturali non bastano, allora si agisce con i rimedi chimici che saranno in grado di debellare in modo definitivo quest’insetto. Il principio attivo che più funziona contro la Minatrice serpentina degli agrumi è l’imidacloprid.

Questo insetticida entra in circolo nella pianta distruggendo completamente l’insetto infestante. Oppure si possono acquistare altri tipi di insetticidi, specifici per le piante infestate, come l’azadiractina e l’abamectina, oppure, si può procedere con una disinfestazione chimica con l’aiuto di aziende specifiche del settore.

Minatrice serpentina: prevenzione

Come sempre, le piante sane ed in perfetto equilibrio, rappresentano dei bersagli molto appetibili da parte dei parassiti.

Nel caso degli agrumi è necessario ridurre al minimo le concimazioni azotate, le quali favoriscono un’abbondante e nuova vegetazione molto appetibile, ed inoltre, bisogna mantenere in equilibrio idrico le piante con acqua quanto e quando è necessaria, né troppa né troppo poca.

Inoltre, è necessario intervenire con la potatura arieggiando il più possibile la chioma. È preferibile concentrare lo sviluppo di nuova vegetazione e germogli fiorali all’inizio della primavera, quando il parassita è ancora in dormienza, piuttosto che in estate e questo vale principalmente per le Regioni del Sud Italia.

In caso di innesti, invece, è necessario proteggere la marza per tutta la stagione coprendola con un cappuccio di tessuto, e di non tessuto sin da aprile e poi fino al termine della stagione.

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Ultimo aggiornamento il 27 Febbraio 2024 23:25

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