Il giacinto d’acqua (Eichhornia crassipes) è una pianta acquatica galleggiante dai fiori lilla, per anni venduta per laghetti, vasche e acquari. Oggi però in Italia non si può coltivare: è una delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale, per le quali sono vietati commercio, possesso, trasporto e introduzione in natura. In questa guida vediamo che pianta è, perché è vietata e cosa fare se ne hai una.
Il giacinto d’acqua
Il giacinto d’acqua è una pianta acquatica perenne della famiglia delle Pontederiaceae (oggi alcuni botanici la collocano nel genere Pontederia, come Pontederia crassipes). È originario del Sudamerica, in particolare del bacino dell’Amazzonia.
Forma estesi tappeti di piante galleggianti, non ancorate al fondo. Le foglie, verdi e lucide, hanno il picciolo rigonfio e spugnoso, pieno d’aria, che le tiene a galla. Le radici, scure e piumose, scendono nell’acqua per 20-60 cm e a volte molto di più. I fiori sono riuniti in spighe e hanno petali lilla-azzurri, con una macchia gialla sul petalo superiore.

Perché è una pianta invasiva
Il giacinto d’acqua è considerato una delle piante acquatiche più invasive al mondo. È stato introdotto in oltre 50 Paesi, soprattutto attraverso il commercio come pianta ornamentale, e si diffonde con i frammenti di pianta e con i semi trasportati dall’acqua, dal vento, dagli uccelli, dalle barche e dalle attrezzature.
Si moltiplica soprattutto per via vegetativa, con gli stoloni: in condizioni favorevoli una popolazione può raddoppiare in 6-18 giorni. Ogni fiore può produrre molti semi, che restano vitali per anni anche se lo specchio d’acqua si prosciuga.
I tappeti galleggianti tolgono luce e ossigeno alle altre piante acquatiche, rallentano la corrente e alterano tutto l’ecosistema, fino a mettere in difficoltà i pesci. Ci sono anche danni economici: canali irrigui e impianti ostruiti, perdite d’acqua nelle risaie, problemi per la pesca, la navigazione e gli impianti di depurazione e idroelettrici. Le acque coperte dalla pianta, inoltre, favoriscono le zanzare.
Eliminarlo una volta insediato è lunghissimo e costoso: in Spagna, su 75 km del fiume Guadiana, il controllo tra il 2005 e il 2008 è costato oltre 14 milioni di euro. Per questo la prima difesa è la prevenzione.
Cosa dice la legge
Eichhornia crassipes è inserita nell’elenco delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale del Regolamento (UE) n. 1143/2014, applicato in Italia con il Decreto legislativo n. 230/2017. Per queste specie valgono il divieto di commercio, possesso, trasporto e introduzione in natura e l’obbligo di segnalarle, controllarle o eradicarle. Le deroghe sono previste solo, con autorizzazione del Ministero dell’Ambiente, per orti botanici, istituti di ricerca e attività di conservazione.
In Italia la specie è segnalata in Sicilia, Sardegna, Campania, Lazio, Toscana, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Veneto e Lombardia; in Sardegna sono stati fatti interventi di controllo che non sono ancora bastati a eradicarla.

Attenzione agli acquisti online
Il giacinto d’acqua si trova ancora in vendita per pochi euro su piattaforme di scambio e vendita online, a volte con nomi diversi o con cartellini sbagliati. Anche i semi circolano. Comprarlo, scambiarlo o tenerlo resta vietato: se trovi un annuncio, non acquistare.
Alcuni vivai propongono come alternativa Eichhornia azurea, una specie diversa, radicata al fondo. ISPRA avverte però che le due specie possono essere confuse, sia per le piante sia per i semi: se non sei sicuro di cosa stai comprando, lascia perdere.
Se hai già un giacinto d’acqua
La cosa più importante è non liberarlo mai: non svuotare la vasca o il laghetto in fossi, canali, stagni o fiumi e non buttare i resti della pianta all’aperto, perché basta un frammento per far nascere una nuova colonia. Non metterlo nemmeno nel compost del giardino: i semi possono sopravvivere.
Per sapere come smaltirlo nel modo corretto rivolgiti al tuo Comune o all’ufficio ambiente della tua Regione, che ti indicheranno anche come segnalarne la presenza. Se lo vedi crescere in un corso d’acqua o in uno stagno, segnalalo alla Regione o all’ente parco: in natura va controllato il prima possibile.
Le alternative per il laghetto
Per decorare un laghetto o una vasca puoi scegliere piante acquatiche che non sono nell’elenco delle specie invasive, come le ninfee. Prima di comprare una pianta acquatica controlla sempre il nome scientifico sul cartellino e verifica che non sia tra le specie vietate: l’elenco aggiornato si trova sul sito di ISPRA dedicato alle specie invasive.

Fonti: ISPRA, scheda della specie Eichhornia crassipes (Società Botanica Italiana) e Piano nazionale di gestione di Eichhornia crassipes; Regolamento (UE) n. 1143/2014; D.lgs. n. 230/2017.


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