La salicornia, chiamata anche asparago di mare, è una piantina succulenta che cresce spontanea nelle paludi salmastre e lungo le coste. I suoi germogli verdi, carnosi e croccanti hanno un sapore naturalmente salato e sono sempre più apprezzati in cucina, crudi o appena scottati. Coltivarla in casa è possibile, anche in vaso, con un piccolo trucco: un po’ di sale nell’acqua. Vediamo come si coltiva.
La pianta della salicornia
La salicornia appartiene al genere Salicornia, nella famiglia delle Amaranthaceae, la stessa di spinaci e bietole. Del genere fanno parte 25-30 specie, diffuse in Europa, Asia, America e Sudafrica; la più conosciuta è Salicornia europaea.
È una pianta annuale e alofita, cioè adatta a vivere in terreni salati. Non ha foglie vere, ridotte a minuscole squame: quello che si vede sono fusti verdi, carnosi e articolati, che si ramificano come piccoli candelabri alti 10-30 centimetri. In autunno la pianta fiorisce, diventa legnosa e spesso si colora di rosso.

Dove cresce e perché coltivarla
In natura la salicornia vive nelle paludi salmastre e nelle lagune costiere, dove il terreno viene sommerso periodicamente dall’acqua di mare. Sono spesso ambienti protetti, delicati e a volte inquinati: invece di raccoglierla in natura, conviene coltivarla, così sai da dove viene e la raccogli quando è tenera.
Clima ed esposizione
La salicornia vuole il pieno sole e un clima mite. È una pianta da coltivare nella bella stagione: si semina in primavera e si raccoglie in estate.
Il terreno e l’acqua salata
Il terreno ideale è sabbioso, molto drenante e sempre umido. Il punto chiave è il sale. Uno studio sulla coltivazione della salicornia nelle regioni temperate, condotto su piante raccolte lungo le coste di Germania e Paesi Bassi, ha trovato che la crescita migliore si ottiene con circa 100 millimoli di sale per litro. In pratica sono circa 6 grammi di sale da cucina per litro d’acqua, molto meno dell’acqua di mare, che ne contiene più di 30.
Senza sale la pianta cresce, ma molto meno: nello stesso studio le piante annaffiate con acqua dolce hanno prodotto circa un sesto dei germogli di quelle annaffiate con acqua leggermente salata. Troppo sale, al contrario, rallenta la crescita.
Semina
La salicornia si semina in primavera, da marzo a maggio, in vaso o in vaschette con un miscuglio di sabbia e terriccio:
- spargi i semi in superficie e coprili appena, perché la luce favorisce la germinazione;
- nella fase di germinazione annaffia con acqua dolce o pochissimo salata: lo studio ha osservato che i semi germinano meglio senza sale o con poco sale, intorno ai 20 °C di giorno e 10 °C di notte;
- quando le piantine sono ben sviluppate, passa all’acqua leggermente salata.
Trovi tutti i metodi nella guida su come si semina.

Cure
Tieni il terreno sempre umido, come quello delle paludi: in vaso puoi tenere un sottovaso con un po’ d’acqua salata. Ricordati che l’acqua evapora ma il sale resta: ogni tanto annaffia abbondantemente con acqua dolce, lasciandola scolare, per non accumulare troppo sale nel terriccio.
Raccolta
Si raccolgono i germogli verdi e teneri, tagliandoli con le forbici a una decina di centimetri dal terreno. Nello studio il primo taglio è stato fatto cinque-sei settimane dopo l’inizio della coltivazione; dopo il taglio la pianta ricaccia, anche se lentamente. La salicornia è buona da fine primavera all’inizio dell’autunno: quando fiorisce e i fusti diventano legnosi, non è più adatta a essere mangiata.
I germogli si mangiano crudi in insalata, oppure sbollentati per pochi secondi e conditi con olio e limone. Sono già salati: non serve aggiungere sale. In frigorifero si conservano per pochi giorni.

Malattie e parassiti
Coltivata nel suo ambiente, con sale e acqua, la salicornia ha pochi nemici. In coltivazione idroponica, cioè con le radici direttamente nell’acqua, lo studio ha osservato un ingiallimento delle piante, dovuto alla carenza di ferro. In vaso il rischio principale sono gli afidi sui germogli giovani.
Fonti: Singh e altri, “Salicornia as a crop plant in temperate regions: selection of genetically characterized ecotypes and optimization of their cultivation conditions”, AoB Plants (2014).


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