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Come si coltiva il dragoncello

di · Piante e Fiori · aggiornato il

pianta di dragoncello in vaso

Calendario colturale

Attività GFMAMGLASOND
Trapianto marzoaprilesettembreottobre
Raccolta maggiogiugnoluglioagostosettembre
  • Trapianto: marzo–aprile, settembre–ottobre
  • Raccolta: maggio–settembre

Periodi indicativi: mesi e stagioni possono cambiare in base alla zona d'Italia, all'altitudine e all'andamento del clima.

Punti chiave per coltivare dragoncello

Punto salienteDettagli
TerrenoBen drenato, sciolto, sabbioso
EsposizionePieno sole
IrrigazioneTerreno sempre umido, moderata
ConcimazioneCompost, in primavera
TemperatureResiste al freddo
Distanza tra le piante40-50 cm
RaccoltaMaggio–settembre
Malattie e parassitiAfidi

Il dragoncello, chiamato anche estragone, è un’erba aromatica dal profumo deciso, che ricorda l’anice. È molto usato nella cucina francese, per la salsa bernese e per aromatizzare l’aceto, e in Italia è tipico della cucina senese. È una pianta perenne che dura molti anni e richiede poche cure, ma ha una particolarità da conoscere prima di comprarla: il dragoncello migliore non si semina. Vediamo come si coltiva.

La pianta del dragoncello

Il dragoncello (Artemisia dracunculus) appartiene alla famiglia delle Asteraceae ed è parente dell’artemisia e dell’assenzio. È originario delle zone temperate di Europa e Asia. È una pianta erbacea perenne, alta in genere da 30 a 90 centimetri, che si allarga con le radici formando dei cespi. Le foglie sono strette, lunghe e lisce, di un verde brillante.

Dragoncello francese e dragoncello russo

Esistono due tipi di dragoncello, molto diversi in cucina:

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  • il dragoncello francese, la varietà sativa, è quello aromatico, con il tipico sapore che ricorda l’anice; fiorisce raramente e in genere non produce semi buoni, per questo si moltiplica solo per divisione o per talea;
  • il dragoncello russo è più rustico e vigoroso e si semina facilmente, ma è poco profumato.

Le bustine di semi di dragoncello che si trovano in commercio sono quasi sempre di dragoncello russo. Se vuoi il vero aroma del dragoncello, compra una piantina di dragoncello francese in vivaio o fatti dare un pezzo di cespo da chi lo coltiva.

rami e foglie sottili di dragoncello
Le foglie strette e lanceolate del dragoncello (Foto©Joanna Boisse / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0)

Clima ed esposizione

Il dragoncello vuole il pieno sole, almeno sei ore di luce diretta al giorno. Sopporta bene il freddo: d’inverno la parte aerea secca e la pianta ributta in primavera. Soffre invece l’umidità: secondo l’NC State Extension può deperire nelle estati calde e umide e negli inverni freddi e piovosi.

Il terreno

Il terreno è la cosa più importante: deve essere ben drenato, sciolto, sabbioso o di medio impasto, con un pH tra 6 e 8. Nei terreni pesanti, dove l’acqua ristagna, le radici e il colletto marciscono facilmente. Il dragoncello preferisce un terreno tendenzialmente asciutto a uno sempre umido.

Moltiplicazione e messa a dimora

Il dragoncello francese si moltiplica in tre modi:

  • divisione del cespo, il metodo più semplice: a inizio primavera, quando spuntano i nuovi getti, estrai la pianta, dividila con una vanga o un coltello in pezzi con radici e germogli e ripiantali subito; l’NC State Extension consiglia di dividere i cespi ogni due-quattro anni, anche per mantenerli vigorosi;
  • talee di fusto, prelevate in tarda primavera o in estate e fatte radicare in un terriccio sabbioso tenuto umido;
  • talee di radice, pezzi di radice con qualche gemma, da interrare in primavera.

Metti a dimora le piante in primavera, oppure all’inizio dell’autunno nelle zone a clima mite, lasciando circa 40-50 centimetri tra una pianta e l’altra, perché i cespi si allargano.

cespo di dragoncello in primavera
Cespo di dragoncello in primavera (Foto©Agnieszka Kwiecień / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0)

Cure

Il dragoncello ha bisogno di poca acqua: annaffia solo nei periodi di siccità e quando le piante sono appena trapiantate, lasciando asciugare il terreno tra un’annaffiatura e l’altra. Non serve concimare molto: un po’ di compost in primavera è sufficiente. A fine inverno taglia i fusti secchi alla base, per fare spazio ai nuovi getti.

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Raccolta e conservazione

Le foglie si raccolgono dalla primavera alla fine dell’estate, tagliando le cime dei rami: le raccolte frequenti stimolano la pianta a produrre nuovi getti. Il dragoncello dà il meglio fresco. Seccando perde gran parte del profumo; per conservarlo meglio puoi congelare le foglie o metterle in infusione nell’aceto di vino bianco, per ottenere l’aceto al dragoncello.

Attenzione

L’NC State Extension segnala che il dragoncello è tossico per cani, gatti e cavalli se ne mangiano in quantità, e che gli oli essenziali, soprattutto quelli delle radici, possono irritare la pelle delle persone sensibili: quando dividi i cespi, usa i guanti. Le piccole quantità usate in cucina sono considerate sicure.

Malattie e parassiti

Il dragoncello ha pochi nemici. Il problema principale sono i marciumi delle radici e del colletto nei terreni poco drenati: la prevenzione passa dalla scelta del terreno e dalle annaffiature moderate. Può comparire qualche colonia di afidi sui germogli.

Coltivare il dragoncello in vaso

Il dragoncello cresce bene anche in vaso, purché sia largo e profondo almeno 30 centimetri, con un buon drenaggio sul fondo e un terriccio leggero mescolato a sabbia. In vaso dividi la pianta ogni due anni e mettila al riparo dalle piogge persistenti d’inverno.

Fonti: NC State Extension Gardener Plant Toolbox, Artemisia dracunculus; Royal Horticultural Society, Artemisia dracunculus (French).

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