Le fave sono uno dei legumi più facili da coltivare: si seminano quando l’orto si svuota, sopportano il fresco e in primavera regalano baccelli da mangiare freschi o da far seccare. In questa guida vediamo com’è fatta la pianta, quando e come seminarla, come curarla fino al raccolto, come difenderla da parassiti e malattie e come conservare le fave.
La pianta di fave
La fava (Vicia faba) appartiene alla famiglia delle leguminose (Fabaceae). Ha un fusto eretto, cavo e a sezione quadrangolare, che a seconda della varietà va da circa 70 cm a oltre un metro; dalla base possono nascere altri steli. Le foglie sono composte da 2-6 foglioline ovali. Il frutto è il baccello, lungo e carnoso, che contiene da 2 a 10 semi: verdi e teneri quando sono immaturi, bruni e duri quando arrivano a maturazione.

Coltivazione delle fave
La fava è una pianta rustica, che cresce bene senza particolari accorgimenti. Conoscere però i momenti giusti per seminare, cimare e raccogliere fa la differenza tra un raccolto scarso e uno abbondante. Nei prossimi paragrafi trovi tutti i passaggi, dalla semina alla conservazione.
Quando coltivare le fave
Le fave sono un ortaggio della stagione fresca: crescono durante l’autunno-inverno o in primavera e si raccolgono prima del caldo estivo. Nelle zone dagli inverni miti, come gran parte del Centro-Sud e le isole, si seminano di solito tra ottobre e novembre e si raccolgono in primavera.
Dove gli inverni sono rigidi, come in gran parte del Nord, conviene seminare a fine inverno o in primavera: secondo la Royal Horticultural Society all’aperto da marzo all’inizio di maggio, oppure da febbraio al riparo in vasetti. La semina autunnale al Nord è possibile solo nei posti riparati, con una varietà resistente al freddo e proteggendo le piantine con un telo di tessuto non tessuto.
Molti, per tradizione, contano di avere le fave fresche per Pasqua o per il primo maggio. Il proverbio più noto è «Per San Luca la fava in buca»: San Luca si festeggia il 18 ottobre, data che vale per le zone a clima mite.

Quando seminare le fave: il periodo giusto
Riassumendo: al Centro-Sud e nelle zone costiere il periodo migliore è l’autunno, tra ottobre e novembre; al Nord e nelle zone interne più fredde si semina tra febbraio, al riparo, e la primavera, all’aperto da marzo a inizio maggio. La pianta sopporta il freddo da giovane, ma le gelate forti durante la fioritura possono rovinare i fiori, e il caldo intenso di inizio estate ne blocca la produzione: per questo le semine troppo tardive rendono poco.
Dove coltivare le fave: clima e terreno
La fava vuole una posizione soleggiata e preferisce un clima fresco e temperato. Si adatta a molti tipi di terreno e cresce bene anche in quelli argillosi e di medio impasto, profondi e capaci di trattenere un po’ di umidità. Quello che non sopporta sono i ristagni d’acqua, che fanno marcire semi e radici: nei terreni molto pesanti conviene lavorare bene il suolo e, se serve, coltivare su aiuole leggermente rialzate.

Come coltivare le fave partendo dai semi
Il seme della fava è grande e facile da maneggiare, quindi la semina è semplice. La RHS indica di seminare a 5-7,5 cm di profondità, lasciando 15-23 cm tra un seme e l’altro. Si può seminare in file singole distanti circa 45 cm, oppure in file doppie distanti 23 cm tra loro, con 60 cm tra una coppia di file e l’altra. Nell’orto tradizionale si usa anche la semina a postarelle: buche di circa 5 cm, ognuna con 2-3 semi.
Conviene mettere qualche seme in più in fondo alla fila, per riempire gli eventuali vuoti. Se semini in vasetti, metti il seme con la cicatrice scura (l’ilo) rivolta verso il basso.
Come coltivare le fave comprando le piantine
Se preferisci partire dalle piantine, comprate in vivaio o nate in vasetto, mettile a dimora alla stessa distanza indicata per i semi, in una buca abbastanza grande da accogliere tutta la zolla, e annaffia bene subito dopo.

Trapianto
Di solito le fave si seminano direttamente nell’orto, ma il trapianto è possibile e in certi casi è utile. La RHS suggerisce di seminare un seme per vasetto o per alveolo, al riparo, da febbraio: così i semi sono al sicuro dai topi e le piantine giovani dalle lumache. Prima di metterle a dimora, tra inizio e metà primavera, abitua le piantine gradualmente all’esterno per qualche giorno, poi trapiantale a 15-23 cm l’una dall’altra e annaffia bene.
Irrigazione
Nelle semine autunnali di solito bastano le piogge. Annaffia solo nei periodi asciutti, soprattutto durante la fioritura e la formazione dei baccelli, quando la mancanza d’acqua riduce il raccolto. Evita sempre i ristagni e non bagnare nelle giornate di gelo.

Concimazione
Le fave chiedono pochissimo concime. Come le altre leguminose, vivono in simbiosi con batteri del genere Rhizobium che formano dei noduli sulle radici e fissano l’azoto dell’aria: per questo non hanno bisogno di concimi azotati, e anzi lasciano il terreno più fertile per la coltura successiva. Se il terreno è povero, basta interrare del compost o del letame ben maturo durante la preparazione.
Fioritura
I fiori nascono all’ascella delle foglie, riuniti in piccoli grappoli. Sono di solito bianchi con una macchia scura sulle ali, ma esistono varietà a fiore rosso o violaceo. Dai primi fiori, quelli più in basso sulla pianta, si formano i primi baccelli.
Come e quando raccogliere le fave
Le fave fresche si raccolgono in primavera, da aprile a giugno a seconda della zona e dell’epoca di semina, quando i baccelli sono gonfi ma i semi sono ancora teneri. Per capire se sono pronte, tasta il baccello: deve essere pieno. Se i semi sono già grandi e duri, prima di mangiarli conviene togliere la pellicina esterna. Stacca i baccelli con delicatezza, tenendo fermo lo stelo con l’altra mano, per non rompere la pianta. Per avere fave secche, invece, si lasciano i baccelli sulla pianta finché non diventano scuri e secchi.

Potatura e cimatura apicale
La cimatura è l’unico intervento di potatura utile sulle fave, e va fatta al momento giusto: secondo la RHS si tolgono le punte dei fusti quando i fiori più bassi hanno formato i primi piccoli baccelli. In questo modo la pianta smette di allungarsi e concentra le energie sui baccelli, e si toglie all’afide nero la parte che preferisce, i germogli teneri in cima. Le punte cimate si possono cucinare come gli spinaci.
Sarchiatura e pacciamatura
Nelle prime settimane tieni pulito il terreno dalle erbe infestanti con sarchiature leggere, facendo attenzione a non danneggiare le radici. Una pacciamatura di paglia alla base delle piante aiuta a contenere le erbacce e a mantenere l’umidità del terreno.
Sostegni
Le piante di fave, cariche di baccelli, possono piegarsi o spezzarsi con il vento. Nelle zone ventose, o con le varietà più alte, conviene sostenerle con canne o paletti lungo la fila, collegati da uno spago che tenga insieme le piante.
Moltiplicazione della pianta di fave
La fava si moltiplica solo per seme (vedi il paragrafo sulla semina). Puoi tenere da parte i semi delle piante migliori, lasciando seccare i baccelli sulla pianta.
Malattie e parassiti delle fave
I problemi più comuni sono:
- afide nero della fava (Aphis fabae): forma colonie fitte sulle punte dei germogli in primavera ed estate. La cimatura al momento giusto è la prima difesa;
- sitona: un piccolo coleottero che rosicchia il bordo delle foglie lasciando delle tacche a semicerchio, in primavera. Il danno si vede molto, ma di solito le piante robuste lo sopportano;
- tonchio della fava: le sue larve si sviluppano dentro i semi e li bucano, rovinando soprattutto le fave secche e quelle tenute per la semina;
- orobanche: una pianta parassita senza clorofilla che si attacca alle radici delle fave, anche sane, e ne sottrae il nutrimento. Va estirpata prima che produca i semi, che restano nel terreno per anni;
- macchia cioccolato (Botrytis fabae): una malattia fungina che provoca macchie color cioccolato su tutte le parti della pianta, favorita dall’umidità e dalle piante troppo fitte;
- ruggine: piccole macchie polverose marrone scuro sulle foglie;
- topi, che mangiano i semi appena seminati, e lumache, che attaccano le piantine giovani.
Le piante colpite da malattie vanno tolte e non messe nel compost.

Coltivare fave in vaso
Le fave si possono coltivare anche in vaso, scegliendo le varietà più basse. La RHS consiglia un contenitore largo almeno 40 cm, con semi a 5 cm di profondità e 15 cm l’uno dall’altro. Usa un terriccio mescolato a compost, metti il vaso in pieno sole e prepara fin dall’inizio qualche sostegno.
Consociazioni
La fava è preziosa soprattutto nella rotazione: grazie all’azoto che lascia nel terreno, prepara il posto per ortaggi esigenti come cavoli, pomodori e zucchine. Se vuoi consociarla, nell’orto familiare si affianca spesso a cavoli e insalate.
Proprietà e Benefici
Le fave sono un legume ricco di proteine e fibre e povero di grassi; quelle fresche contengono anche molta acqua. Sono un alimento utile in una dieta varia, anche vegetariana.
Attenzione però al favismo: chi ha il deficit dell’enzima G6PD non deve mangiare fave, né fresche né secche, perché possono provocare una grave anemia emolitica, anche quando sono cotte. Secondo il Ministero della Salute, invece, non ci sono prove sufficienti che respirare il polline delle piante in fiore scateni le crisi; per prudenza, però, alcuni Comuni vietano di coltivare fave vicino alle case di persone con favismo, quindi prima di seminarle controlla le regole del tuo Comune.
Come conservare le fave fresche o secche
Le fave fresche si conservano in frigorifero per pochi giorni, meglio se lasciate nel baccello. Per tempi più lunghi puoi sgranarle, sbollentarle per un paio di minuti e congelarle. Le fave secche, ben asciutte, si conservano in barattoli chiusi in un luogo fresco e asciutto, controllando ogni tanto che non ci siano fori di tonchio.
Varietà di fave
Dal punto di vista botanico la fava si divide in tipi diversi in base alla grandezza del seme:
- Vicia faba var. paucijuga, dai semi piccoli, diffusa soprattutto in India e poco coltivata da noi;
- Vicia faba var. minor, il «favino», con semi piccoli e tondeggianti, usato soprattutto come foraggio e per il sovescio;
- Vicia faba var. equina, la «favetta», con semi di media grandezza, usata anch’essa soprattutto per gli animali;
- Vicia faba var. major, la fava da orto, con semi grandi e baccelli lunghi, quella che si coltiva per mangiare.
Fonti: Royal Horticultural Society, «How to grow broad beans»; Ministero della Salute, documento sul deficit di G6PD e l’inalazione di pollini di fave; Regione Puglia, scheda «Deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PD)».


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