Il cavolo rapa è un ortaggio curioso: sembra una rapa, ma non è una radice. Quello che si mangia è il fusto, che si ingrossa appena sopra il terreno come una palla, bianca, verde chiaro o viola. Cresce in fretta, si coltiva in primavera e in autunno e ha un sapore delicato, a metà tra il cavolo e la rapa, buono sia crudo sia cotto. Vediamo come si coltiva il cavolo rapa nell’orto di casa.
La pianta del cavolo rapa
Il cavolo rapa appartiene alla specie Brassica oleracea, la stessa del cavolo cappuccio, dei broccoli e del cavolfiore, nella famiglia delle Brassicaceae. I botanici lo chiamano Brassica oleracea var. gongylodes. In Europa si coltiva almeno dal Cinquecento ed è molto diffuso soprattutto in Germania e nell’Europa centrale, dove si chiama Kohlrabi.
Dal fusto ingrossato partono le foglie, lunghe e con un picciolo sottile. Le varietà si distinguono soprattutto per il colore della buccia: bianche (in realtà verde chiaro) e viola. La polpa è bianca in tutte.

Clima ed esposizione
Il cavolo rapa è un ortaggio da stagione fresca: cresce meglio in primavera e in autunno. Le norme tecniche della Regione Calabria per la produzione integrata indicano per i cavoli una temperatura ottimale di crescita tra 15 e 22 °C, una germinazione ottimale a 18-20 °C e un arresto della crescita sotto i 6 °C; le alte temperature favoriscono la fioritura precoce. Con il caldo estivo il fusto cresce male e diventa fibroso, mentre sopporta qualche brinata, come il cavolo cappuccio.
Coltivalo in pieno sole; in piena estate le piantine appena nate apprezzano un po’ d’ombra.
Il terreno
Preferisce terreni di medio impasto, profondi e ben drenati, con un pH tra 6 e 7, ricchi di sostanza organica e sempre un po’ umidi. Prima della semina o del trapianto lavora il terreno e interra compost ben maturo.
Semina
Il cavolo rapa si semina in due periodi:
- a inizio primavera, da marzo a maggio, per raccogliere tra la tarda primavera e l’inizio dell’estate;
- in piena estate, a luglio e agosto, per raccogliere in autunno.
L’Università dell’Illinois consiglia di seminare poco alla volta, ogni due-tre settimane, per avere un raccolto continuo invece di tanti cavoli rapa pronti nello stesso momento.
Si può seminare direttamente nell’orto, a mezzo centimetro – un centimetro di profondità, diradando poi le piantine fino a lasciarne una ogni 10-15 centimetri, con 30 centimetri tra le file. In alternativa si semina in semenzaio e si trapianta quando le piantine hanno quattro o cinque foglie vere. Le piantine in eccesso si possono trapiantare per riempire i vuoti. Trovi tutti i metodi nella guida su come si semina.

Irrigazione e cure
Il segreto per un cavolo rapa tenero è una crescita veloce e senza interruzioni: tieni il terreno umido in modo costante, senza ristagni. Gli sbalzi, con periodi di secco seguiti da annaffiature abbondanti, rendono il fusto legnoso o lo fanno spaccare.
Tieni pulito il terreno dalle erbacce con una sarchiatura leggera, facendo attenzione a non ferire il fusto. Una pacciamatura leggera aiuta a mantenere l’umidità.
Raccolta
Il cavolo rapa è pronto in circa 50-60 giorni dalla semina, a seconda della varietà. Il momento giusto è quando il fusto è ancora piccolo: l’Università dell’Illinois consiglia di cominciare quando ha un diametro di circa 2,5 centimetri e di non andare oltre i 7-8 centimetri, perché i cavoli rapa più grandi diventano legnosi, soprattutto alla base, e perdono sapore.
Per raccoglierlo taglia il fusto alla base, a livello del terreno, oppure estrai tutta la pianta. Le foglie più giovani si possono cucinare come gli altri cavoli. Senza foglie, in frigorifero, il cavolo rapa si conserva per circa due settimane.

Malattie e parassiti
Il cavolo rapa ha gli stessi nemici degli altri cavoli:
- cavolaia e altre larve di farfalle e falene, come la tignola delle crucifere, che divorano le foglie: controlla spesso le piante e, se serve, usa il Bacillus thuringiensis;
- mosca del cavolo, le cui larve scavano le radici e a volte fanno morire la pianta;
- afidi e altica, soprattutto sulle piantine giovani;
- lumache e limacce, nelle notti umide.
Per le malattie conviene usare seme sano e fare la rotazione delle colture: le norme tecniche regionali chiedono che in cinque anni ci sia almeno una coltura di una famiglia diversa, con al massimo due ritorni dei cavoli nello stesso appezzamento. Nell’orto di casa non seminare il cavolo rapa dove l’anno prima c’erano cavoli, rape, rucola o ravanelli.
Coltivare il cavolo rapa in vaso
Grazie alle dimensioni piccole e al ciclo breve, il cavolo rapa si coltiva bene anche in vaso o in cassetta: basta un contenitore profondo almeno 20-25 centimetri, con un terriccio ricco, lasciando una decina di centimetri tra una pianta e l’altra. Mettilo al sole e annaffia spesso, perché in vaso la terra si asciuga in fretta.
Fonti: Regione Calabria, Disciplinari di produzione integrata 2023, Tecniche agronomiche, scheda coltura Cavoli; University of Illinois Extension, Kohlrabi; Iowa State University Extension, Growing Kohlrabi in the Home Garden.






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