Il cavolo riccio, che oggi molti conoscono con il nome inglese kale, è un cavolo da foglia dalle foglie increspate, verdi o viola, che si raccolgono una alla volta per mesi. È rustico, sopporta bene il freddo e nell’orto di casa dà il meglio proprio tra l’autunno e l’inverno, quando gli altri ortaggi scarseggiano. Vediamo come si coltiva, dalla semina alla raccolta.
La pianta del cavolo riccio
Il cavolo riccio appartiene alla specie Brassica oleracea, la stessa del cavolo cappuccio, della verza, dei broccoli e del cavolfiore, nella famiglia delle Brassicaceae. Come il cavolo nero, è un cavolo che non forma la testa: i botanici lo chiamano Brassica oleracea var. sabellica.
La pianta forma un fusto eretto con un ciuffo di foglie lunghe, dal margine fittamente arricciato. Oltre al classico riccio verde esistono varietà con foglie viola o violacee, come lo Scarlet. Il Red Russian, con foglie piatte e frastagliate e nervature rosse, si vende spesso come kale, ma i botanici lo classificano in una specie vicina, Brassica napus: si coltiva comunque allo stesso modo.

Clima ed esposizione
Il cavolo riccio è un ortaggio da stagione fresca. Le norme tecniche della Regione Calabria per la produzione integrata indicano per i cavoli una temperatura ottimale di crescita tra 15 e 22 °C, una germinazione ottimale a 18-20 °C e un arresto della crescita sotto i 6 °C. Il caldo forte e i venti caldi, invece, favoriscono la fioritura precoce, e con il caldo le foglie diventano dure e amare.
Il freddo non lo spaventa: sopporta brinate e gelate leggere, e molti orticoltori notano che dopo i primi freddi le foglie diventano più tenere e dolci. Coltivalo in pieno sole, o in mezz’ombra nelle zone con estati molto calde.
Il terreno
Come tutti i cavoli preferisce terreni di medio impasto, profondi e ben drenati, con un pH tra 6 e 7, e ricchi di sostanza organica. Prima del trapianto lavora il terreno e interra compost o letame ben maturo.
Semina del cavolo riccio
Per la raccolta autunnale e invernale, quella in cui il cavolo riccio dà il meglio, si semina in estate, tra giugno e luglio. Si può fare anche una semina a fine inverno, tra febbraio e marzo, per raccogliere in primavera, prima che arrivi il caldo.
Il metodo più comodo è la semina in semenzaio:
- semina in vaschette o alveoli con terriccio da semina, a circa mezzo centimetro di profondità;
- tieni il terriccio umido e, in estate, il semenzaio all’ombra nelle ore più calde;
- le piantine sono pronte per il trapianto dopo quattro-sei settimane, quando hanno quattro o cinque foglie vere.
Trovi tutti i metodi nella guida su come si semina.
Trapianto
Il trapianto si fa tra luglio e settembre per la coltura invernale, oppure a marzo-aprile per quella primaverile, preferibilmente di sera o in una giornata nuvolosa. La Utah State University consiglia circa 30 centimetri tra una pianta e l’altra sulla fila e 60 centimetri tra le file. Interra le piantine un po’ più in profondità di com’erano nell’alveolo e annaffia subito.
Irrigazione e cure
Dopo il trapianto estivo il cavolo riccio ha bisogno di annaffiature regolari, alla base e senza ristagni: la siccità rende le foglie dure. In autunno e in inverno di solito bastano le piogge.
Tieni pulito il terreno dalle erbacce e, quando la pianta cresce, rincalza un po’ di terra alla base del fusto. Una pacciamatura con paglia mantiene il terreno umido e lo protegge dal gelo.

Raccolta
La raccolta è scalare: si staccano le foglie esterne e più basse quando sono lunghe 20-25 centimetri, tirandole verso il basso o tagliandole alla base, e si lascia intatto il ciuffo centrale, che continua a produrne di nuove. Evita le foglie troppo vecchie e ingiallite, che sono dure.
Con la semina estiva si comincia a raccogliere in ottobre e si va avanti fino a marzo. In primavera la pianta va a fiore: le cime fiorali ancora chiuse si possono cucinare come le cime di rapa. Le foglie giovanissime si mangiano anche crude, in insalata.

Malattie e parassiti
Il cavolo riccio ha gli stessi nemici degli altri cavoli:
- cavolaia (Pieris brassicae), la farfalla bianca le cui larve divorano le foglie tra l’estate e l’inizio dell’autunno: controlla spesso le piante, togli uova e bruchi a mano o usa il Bacillus thuringiensis, un insetticida biologico specifico per le larve delle farfalle;
- afidi, in particolare l’afide grigio del cavolo, che si nasconde tra le pieghe delle foglie arricciate;
- altica, piccoli coleotteri saltatori che bucherellano le foglie delle piantine appena trapiantate;
- lumache e limacce, nelle notti umide;
- ernia del cavolo, una malattia delle radici che forma ingrossamenti e fa appassire la pianta.
La difesa più efficace contro le malattie del terreno è la rotazione delle colture: le norme tecniche regionali chiedono che in cinque anni, nello stesso appezzamento, ci sia almeno una coltura di una famiglia diversa, con al massimo due ritorni dei cavoli. Nell’orto di casa non rimettere il cavolo riccio dove l’anno prima c’erano cavoli, rape, rucola o ravanelli.
Coltivare il cavolo riccio in vaso
Il cavolo riccio cresce bene anche in vaso, su un balcone soleggiato: scegli un contenitore profondo almeno 30 centimetri, un terriccio ricco e una pianta per vaso. Le varietà nane, più compatte, sono le più adatte. In vaso ricordati di annaffiare più spesso, perché il terriccio si asciuga in fretta.
Fonti: Regione Calabria, Disciplinari di produzione integrata 2023, Tecniche agronomiche, scheda coltura Cavoli; Utah State University Extension, How to Grow Kale in Your Garden.






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