Il chayote, chiamato anche zucchina spinosa, è una cucurbitacea rampicante originaria del Messico che si coltiva in un modo tutto suo: non si semina, si pianta il frutto intero, che germoglia da solo. È una pianta vigorosissima e generosa, che può coprire un pergolato e produrre decine di frutti. Vediamo come si coltiva il chayote e in quali zone d’Italia dà i risultati migliori.
La pianta del chayote
Il chayote (Sechium edule) appartiene alla famiglia delle Cucurbitaceae, la stessa di zucchine, zucche e cetrioli. È originario del Messico meridionale e del Guatemala, dove si coltiva da prima dell’arrivo degli europei.
È una pianta perenne, rampicante e molto vigorosa, con grandi radici tuberose: secondo l’Università della Florida i suoi fusti possono superare i 15 metri. Si arrampica con viticci ramificati e porta sulla stessa pianta fiori maschili e femminili, piccoli e di colore bianco-verdastro. Il frutto, a forma di pera, ha la buccia verde chiara, liscia o con piccole spine, e contiene un solo seme, grande e piatto.

Clima ed esposizione
Il chayote è una pianta da clima caldo e umido. L’Università della Florida indica come ideali temperature diurne tra 19 e 30 °C, con notti sopra i 15 °C; la pianta non sopporta il gelo e sotto i 12 °C soffre. Un’altra particolarità: per fiorire ha bisogno di giornate di circa 12 ore, ed è per questo che alle nostre latitudini fiorisce e fruttifica solo verso la fine dell’estate e in autunno.
In Italia dà i risultati migliori nelle zone a clima mite, al Sud, sulle isole e sulle coste. Dove l’inverno è freddo la parte aerea muore con le prime gelate: se il terreno non gela, la radice può ributtare in primavera, altrimenti conviene ripiantare un frutto ogni anno. Va coltivato in pieno sole o in mezz’ombra.
Il terreno
Preferisce un terreno fertile, ricco di sostanza organica e ben drenato, con un pH tra 5,5 e 7. Non sopporta i ristagni d’acqua: nei terreni pesanti conviene piantarlo su una montagnola di terra. Sui terreni molto calcarei rende meno. Prima dell’impianto interra abbondante letame maturo o compost.
Come si pianta il chayote
Il chayote si moltiplica piantando il frutto intero, perché il seme germoglia dentro il frutto:
- procurati un frutto maturo e sano, anche al mercato, e tienilo in casa in un luogo luminoso finché dalla punta larga spunta il germoglio;
- in primavera, passato il pericolo di gelate, piantalo coricato su un fianco, con l’estremità del germoglio rivolta verso il basso;
- non interrarlo troppo: copri il frutto lasciando scoperta la parte da cui esce il germoglio, perché un impianto profondo lo fa marcire.
Una sola pianta occupa molto spazio: l’Università della Florida indica circa 3,5 metri tra una pianta e l’altra. Nell’orto di casa una o due piante bastano e avanzano.

Il sostegno
Il chayote ha bisogno di un pergolato robusto, alto circa 1,8 metri, sotto cui si possa passare. Va bene anche una recinzione o una rete solida: la pianta si arrampica da sola con i viticci, ma col tempo diventa pesante.
Irrigazione e cure
Le radici del chayote sono superficiali e hanno bisogno di molta acqua, soprattutto nei periodi secchi: annaffia con regolarità, senza creare ristagni. Una concimazione con letame o compost a inizio stagione e una a metà estate sostengono la crescita. Senza api e altri impollinatori i frutti non si formano.

Raccolta
I frutti sono pronti circa 35 giorni dopo l’impollinazione, quando pesano tra 250 e 500 grammi e sono ancora teneri: in Italia la raccolta va in genere da settembre fino alle prime gelate. Una pianta in buona salute può dare 80-100 frutti in una stagione.
Del chayote si mangia quasi tutto: oltre al frutto, crudo in insalata o cotto come le zucchine, sono commestibili anche i germogli e le foglie giovani, che si cucinano come gli spinaci o gli asparagi, e il seme. I frutti si conservano tra 7 e 13 °C: sotto i 7 °C si rovinano per il freddo e sopra i 25 °C germogliano.
Malattie e parassiti
Il parassita più dannoso è il ragnetto rosso, che con il secco fa ingiallire le foglie e rovina la buccia dei frutti. Possono comparire anche afidi e mosca bianca, e nel terreno i nematodi che attaccano le radici. Tra le malattie, le più frequenti sono quelle fungine, favorite dalla pioggia e dall’eccesso di concime azotato: togli le parti malate e, se possibile, cambia posto alla pianta dopo qualche anno.
Fonti: University of Florida IFAS Extension, Chayote: A Potential Vegetable Crop for Florida (HS1454); UF/IFAS Gardening Solutions, Chayote.



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