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Come si coltiva l’indivia: scarola e riccia

di · Orto · aggiornato il

scarola verdura

Calendario colturale

A ottobre: raccolta

Attività GFMAMGLASOND
Semina giugnoluglioagosto
Trapianto luglioagostosettembre
Raccolta gennaiosettembreottobrenovembredicembre
  • Semina: giugno–agosto
  • Trapianto: luglio–settembre
  • Raccolta: settembre–gennaio

Periodi indicativi: mesi e stagioni possono cambiare in base alla zona d'Italia, all'altitudine e all'andamento del clima.

Punti chiave per coltivare scarola,indivia

Punto salienteDettagli
Periodo di seminaGiugno–agosto
TerrenoBen drenato, ricco di sostanza organica, leggero
IrrigazioneRegolare, evitare i ristagni
ConcimazioneCompost, concime organico, letame maturo
TemperatureResiste al freddo
Distanza tra le piante30 cm
RaccoltaSettembre–gennaio
Malattie e parassitiAlternaria, lumache, afidi

L’insalata è uno di quegli alimenti che mette d’accordo proprio tutte le tavole. Immancabile, saporita, di guarnizione, piatto unico, invernale o estiva. A prescindere dal come e dal dove è un tipico alimento che non manca mai e nella famiglia delle insalate invernali non possiamo ignorare l’indivia, nelle sue due forme: la scarola, a foglia larga, e la riccia, a foglia frastagliata. Così come il radicchio è facile da coltivare e garantisce un succulento contorno per le tavole.

La pianta: scarola e indivia riccia

L’indivia (Cichorium endivia) è una specie da cespo molto diffusa, che negli orti si coltiva in due forme: la scarola (Cichorium endivia var. latifolium), con foglie larghe e intere, e l’indivia riccia (Cichorium endivia var. crispum), con foglie strette e molto frastagliate.

È di colore verde con l’interno giallo e al pari della lattuga cresce nelle stesse dimensioni. Si tratta di una pianta che appartiene alla famiglia delle asteraceae o composite. Si tratta di una pianta da cespo spesso confusa con la cicoria.

Entrambe sviluppano una rosetta di foglie che, con la tecnica dell’imbianchimento, diventano più chiare, tenere e meno amare.

semina scarola
Insalata scarola

Coltivare scarola: quando e dove

Come si evince dal nome insalata invernale, la scarola è una pianta dalle ridotte esigenze in termini di clima e tempi di coltivazione. Infatti questa viene coltivata prettamente in autunno o inverno grazie alla resistenza alle temperature basse.

Teme però il gelo intenso e l’umidità che ristagna tra le foglie. In genere si consiglia la prima semina da metà febbraio a fine marzo in letto caldo, la seconda semina da maggio a giugno in semenzaio e la terza semina da luglio ad agosto in semenzaio.

Terreno

La scarola è in genere resistente e poco esigente ai terreni scelti. La sua adattabilità la rende infatti estremamente versatile. Per un raccolto ottimale sono da preferire però quei terreni che garantiscono un ottimo drenaggio ed evitino quindi i ristagni idrici.

Se il terreno presenta compost o sostanze organiche il risultato ottimale è garantito.

Esposizione

Sebbene come già anticipato la scarola è invernale e ben resistente alle temperature meno calde è bene che l’esposizione solare non manchi, soprattutto se si ha la possibilità di piantarla in pieno campo. Tollera bene anche quelle posizioni a mezzo sole.

coltivare scarola
Semina scarola (Foto©Instagram-
hadenn_plants_bio)

Trapianto

La scarola va seminata in semenzaio e poi spostata in orto. Il trapianto dovrà avvenire a piantine già formate e non prima di aver preparato il terreno con una concimazione adeguata che preveda il lavoro in profondità con la vanga. Durante i lavori è bene inserire nel terreno un compost di 3 kg per ogni metro quadrato. Il trapianto avviene dopo aver fatto crescere le piantine in semenzaio per circa un mese.

Queste andranno collocate a distanza di circa 30 cm le une dalle altre e se andranno su più file bisogna adottare il sistema a quinconce o a zig zag.

Irrigazione

Dopo il trapianto non è da sottovalutare l’irrigazione. Le piantine di scarola infatti necessitano di frequenti irrigazioni che non eccedano però e formino i dannosi ristagni idrici.

È importante però che alle giovani piante non manchi mai sufficiente acqua e che il terreno non si presenti mai secco. Qualora sia possibile è da favorire un impianto di irrigazione a goccia.

L’imbianchimento

Non è difficile parlando di scarole, sentir parlare di tecnica di imbianchimento: si tratta di una tecnica finalizzata a rendere le foglie dell’indivia più dolci e morbide e si pratica in campo, legando con la rafia le foglie esterne del cespo, senza stringere eccessivamente, oppure coprendo il cespo. Va fatto quando le foglie sono asciutte, per non favorire i marciumi, e si raccoglie dopo circa un paio di settimane.

Le foglie interne, non ricevendo luce diretta, imbianchiscono: da qui il nome della tecnica.

indivia scarola
Scarola coltivazione imbianchimento

Concimazione

Nell’indivia è meglio evitare il letame fresco, che può favorire i marciumi: usa letame ben maturo o compost. In genere è efficace il compost, soprattutto se lavorato nel terreno prima della semina. In genere 3 kg a metro quadrato.

Raccolto

La raccolta varia a seconda della forma. L’indivia riccia andrà raccolta prima dei freddi intensi, mentre la scarola, che resiste di più, può andare avanti per più tempo ed essere raccolta in inverno. I cespi si tagliano alla base quando sono ben formati e compatti. Se le temperature si abbassano, un telo di tessuto non tessuto steso nelle notti più fredde aiuta a prolungare la raccolta.

Moltiplicazione della pianta di scarola

Il metodo più usato per la scarola e la riccia è la semina in semenzaio, con il trapianto in campo dopo circa un mese. La semina diretta nell’orto è possibile, ma richiede poi un diradamento accurato per lasciare a ogni pianta lo spazio per formare il cespo.

coltivare scarola
Coltivazione scarola

Malattie e parassiti della scarola

Sono diverse le malattie che la scarola può contrarre, così come i parassiti pronti ad attaccarla. Tra i più diffusi troviamo i marciumi e quelle malattia fungine che portano al danneggiamento totale della pianta e che sono favorite dai ristagni idrici. Troviamo poi l’alternariosi, una malattia che si manifesta attraverso la comparsa di macchie circolari e di colore scuro sulle foglie esterne. Tra i parassiti non sono da sottovalutare le lumache, che si cibano principalmente delle foglie, e i dannosi afidi, che si raggruppano in colonie sulla pianta succhiandone la linfa

Coltivare scarola in vaso

La scarola in vaso è una varietà non molto diffusa ed è largamente utilizzata la specie coltivata in orto ma per chi avesse spazi ridotti, a coltivazione in vaso è la soluzione. Per i vasi si tendono a preferire contenitori rettangolari così da poter inserire più file di semi. All’interno andranno inseriti un letto di cocci, ghiaia e palline di argilla che favoriranno il drenaggio dell’acqua ed eviteranno l’umido e gli eventuali marciumi che comporta. IL terreno dovrà essere leggero, morbido e ricco di sostanze organiche come il compost.

Consociazioni

Gli amanti della biodiversità e delle consociazioni saranno felici di leggere che anche la scarola indivia è adatta alle coltivazioni miste. In genere sono da preferire tutti quegli ortaggi che si coltivano nello stesso periodo come le bietole, i porri, i finocchi e le rape. Ricorda anche la rotazione delle colture: l’indivia è un’asteracea, come lattuga, cicoria e radicchio, e non va rimessa dove l’anno prima c’erano ortaggi della stessa famiglia.

scarola coltivazione
Indivia coltivazione (Foto©Pixabay)

Proprietà e Benefici

L’indivia è una verdura ricca d’acqua e povera di calorie, che in cucina si presta sia cruda sia cotta e assorbe bene gli aromi degli alimenti con cui si cucina.

Contiene fibre, sali minerali come il potassio e vitamine.

Le differenze tra scarola e indivia riccia

In natura l’indivia si divide in crispum, conosciuta come riccia, e latifolium, conosciuta come scarola.

La riccia ha foglie strette e profondamente incise, dal sapore più amarognolo, ed è meno resistente al freddo.

La scarola ha foglie larghe, spesse e appena ondulate, con il cuore giallo chiaro: è la forma più coltivata per la raccolta invernale. Nei cataloghi di sementi trovi molte varietà di entrambe, con cespi più o meno grandi e precoci.

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