Il levistico è un’erba aromatica dal sapore intenso di sedano, tanto che in alcune zone si chiama proprio sedano di montagna. Era molto usato nell’antichità e nel Medioevo, oggi è meno conosciuto, ma in cucina è prezioso: bastano poche foglie per insaporire zuppe, minestre e brodi. È una pianta perenne grande e generosa, che dura molti anni nello stesso posto. Vediamo come si coltiva.
La pianta del levistico
Il levistico (Levisticum officinale) appartiene alla famiglia delle Apiaceae, la stessa del sedano, del prezzemolo e delle carote. È originario dei paesi del Mediterraneo orientale.
È una pianta erbacea perenne, con radici carnose, che può raggiungere un’altezza da 90 centimetri fino a quasi 2 metri e una larghezza di 60-90 centimetri. Le foglie sono grandi, lucide e divise, simili a quelle del sedano; i fusti sono cavi; in estate produce ombrelle di piccoli fiori giallo-verdastri.

Clima ed esposizione
Il levistico è molto rustico: sopporta bene il freddo e d’inverno la parte aerea secca, per ributtare in primavera. Cresce in pieno sole o in mezz’ombra; nelle zone con estati calde e secche la mezz’ombra è preferibile.
Il terreno
Ama un terreno profondo, fertile, umido ma ben drenato, ricco di sostanza organica. L’NC State Extension indica che si adatta a terreni argillosi, di medio impasto o sabbiosi, e a valori di pH diversi. Prima di piantarlo interra abbondante compost o letame maturo.
Semina e moltiplicazione
Il levistico si moltiplica in due modi:
- per seme: si semina in primavera, in semenzaio o direttamente a dimora, oppure a fine estate con il seme appena raccolto; come per molte Apiaceae, il seme fresco germina meglio;
- per divisione: in primavera o in autunno si divide il cespo di una pianta adulta in pezzi con radici e gemme, da ripiantare subito. È il metodo più rapido per avere una pianta pronta.
Basta una pianta per una famiglia: se ne metti più di una, lascia almeno 60 centimetri tra l’una e l’altra. Trovi tutti i metodi nella guida su come si semina.

Cure
Il levistico vuole il terreno sempre un po’ umido: annaffia con regolarità nei periodi secchi. Ogni primavera distribuisci un po’ di compost intorno alla pianta. Se ti interessano soprattutto le foglie, taglia gli steli dei fiori appena si formano: la pianta continuerà a produrre foglie tenere. Ogni quattro-cinque anni conviene dividere il cespo per rinnovarlo.
Raccolta e usi
Le foglie si raccolgono dalla primavera alla fine dell’estate, le più tenere sono quelle giovani. Si usano fresche, ma si possono anche essiccare o congelare. Del levistico si usa quasi tutto:
- le foglie, per zuppe, minestre, stufati, piatti di pollo e tisane;
- i semi, per insaporire pane e focacce;
- i fusti, che si possono imbianchire e cucinare come verdura;
- le radici e i fiori, anch’essi commestibili.
Il sapore è forte: usane poco alla volta. L’NC State Extension segnala un leggero effetto diuretico.

Malattie e parassiti
Il levistico può essere attaccato dalle larve minatrici, che scavano gallerie nelle foglie, dai bruchi del macaone, la farfalla che si nutre delle Apiaceae, e da alcune cimici. Tra le malattie compaiono a volte macchie fogliari e oidio. In genere basta togliere le foglie colpite: la pianta è vigorosa e si riprende in fretta.
Coltivare il levistico in vaso
Il levistico ha radici profonde e cresce molto, ma si può coltivare anche in un vaso grande, profondo almeno 40 centimetri, con un terriccio ricco. In vaso resta più piccolo: annaffia spesso e rinvasalo o dividilo ogni due-tre anni.
Fonti: NC State Extension Gardener Plant Toolbox, Levisticum officinale.



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