L’olivo (Olea europaea) è l’albero simbolo del Mediterraneo: vive per secoli, sopporta la siccità e dà frutti da cui si ricava l’olio. Coltivare un olivo in giardino, in un piccolo uliveto di famiglia o anche in vaso è possibile in gran parte d’Italia, a patto di rispettare due esigenze precise: tanta luce e un terreno che non trattenga l’acqua. In questa guida vediamo come si coltiva, dalla messa a dimora alla potatura, fino alla raccolta delle olive.
La pianta dell’olivo
L’olivo è un albero sempreverde della famiglia delle Oleaceae. Ha un tronco che con gli anni diventa contorto e nodoso, una chioma ampia e foglie strette e allungate, verde scuro sopra e argentate sotto. Cresce lentamente ma è longevissimo: in Puglia, in Sicilia e in altre regioni del Sud ci sono uliveti con piante di diversi secoli.
Il frutto è una drupa, l’oliva, che matura passando dal verde al violaceo e infine al nero. Le olive fruttificano sui rami dell’anno precedente: è un dettaglio importante, perché spiega come va fatta la potatura.

Clima ed esposizione
L’olivo è una pianta molto esigente in fatto di luce. Le norme tecniche della Regione Calabria per la produzione integrata consigliano esposizioni a Sud e a Sud-Ovest e indicano come critica una temperatura di -12 °C: sotto questa soglia la pianta subisce danni seri. Anche gelate meno intense possono rovinare i germogli giovani e le piante appena messe a dimora, soprattutto se arrivano tardi, in primavera.
Per questo l’olivo dà il meglio nelle zone costiere, collinari e dei laghi, dove gli inverni sono miti. Al Nord e nelle zone interne fredde si può coltivare nei punti più riparati e soleggiati, scegliendo varietà rustiche e proteggendo le piante giovani nelle notti di gelo con un telo di tessuto non tessuto.
Il terreno
L’olivo si adatta a molti tipi di terreno, anche poveri e sassosi, ma non sopporta i ristagni d’acqua. Le stesse norme regionali sconsigliano i terreni argillosi e indicano come ideali i terreni profondi, a tessitura franca e ben drenati, con un pH tra 6,5 e 8,4: l’olivo tollera bene anche i terreni calcarei.
Se il tuo terreno è pesante e dopo la pioggia resta fradicio a lungo, prima di piantare migliora il drenaggio: lavora in profondità, aggiungi sabbia e sostanza organica ben matura e, se serve, pianta l’olivo leggermente rialzato rispetto al piano del terreno.
Messa a dimora
L’olivo si mette a dimora in autunno nelle zone a inverno mite, oppure alla fine dell’inverno o in primavera, passato il pericolo di gelate, dove il freddo è più intenso. Le piante in vaso dei vivai si possono piantare quasi tutto l’anno, evitando i mesi più freddi e quelli più caldi.
Ecco come procedere:
- scava una buca larga e profonda almeno il doppio della zolla;
- sul fondo metti un po’ di letame maturo o compost, mescolato alla terra e mai a contatto diretto con le radici;
- sistema la pianta alla stessa profondità a cui stava nel vaso, con un tutore piantato accanto;
- richiudi, compatta leggermente e annaffia abbondantemente.
Se pianti più olivi, lascia tra una pianta e l’altra lo spazio che serve alla chioma da adulta: in un uliveto tradizionale le piante stanno a diversi metri di distanza l’una dall’altra.
Irrigazione
L’olivo è una delle piante più resistenti alla siccità. Una volta attecchito, in piena terra vive con le sole piogge in gran parte del Centro-Sud. Le annaffiature servono invece:
- nei primi due o tre anni dopo la messa a dimora, durante l’estate;
- nelle estati molto secche, soprattutto in primavera durante la fioritura e l’allegagione, quando la mancanza d’acqua fa cadere i fiori e i frutti appena formati;
- sempre, per gli olivi coltivati in vaso.
Meglio poche annaffiature abbondanti che tante piccole: il terreno deve asciugarsi tra una e l’altra.
Concimazione
L’olivo non ha bisogno di grandi quantità di concime. Un apporto di sostanza organica ben matura in autunno o a fine inverno, distribuito sotto la proiezione della chioma, è sufficiente per un olivo da giardino. Le norme tecniche regionali chiedono di non esagerare con l’azoto e, quando si usano concimi minerali azotati in quantità importanti, di dividerli in almeno due interventi: un eccesso di azoto fa crescere molta vegetazione e pochi frutti, e rende la pianta più delicata.
Fioritura
L’olivo fiorisce in primavera, di solito tra maggio e giugno. I fiori sono piccoli, bianco-crema e riuniti in grappoli chiamati mignole. L’impollinazione avviene soprattutto con il vento. Molte varietà producono di più se vicino c’è un olivo di un’altra varietà che fa da impollinatore: quando compri le piante, chiedi al vivaio quali varietà sono adatte alla tua zona e quali si impollinano bene tra loro.

Potatura dell’olivo
La potatura serve a far entrare luce e aria nella chioma, a tenere la pianta a un’altezza comoda per la raccolta e a rinnovare i rami che producono. Si fa alla fine dell’inverno o all’inizio della primavera, quando il pericolo di gelate è passato: tagliare durante i freddi espone la pianta ai danni del gelo.
Le regole di base sono semplici:
- togli i polloni che nascono alla base del tronco e i succhioni, i rami vigorosi che crescono dritti verso l’alto all’interno della chioma;
- elimina i rami secchi, malati e quelli che si incrociano;
- sfoltisci il centro della chioma, in modo che la luce arrivi anche all’interno;
- non esagerare: le olive nascono sui rami dell’anno prima, quindi una potatura troppo drastica toglie il raccolto dell’anno successivo.
Una forma molto usata negli uliveti italiani è il vaso, con tre o quattro branche principali aperte verso l’esterno. Per i tagli usa forbici da potatura e seghetti ben affilati e disinfettati, soprattutto se nella zona c’è la rogna.

Raccolta delle olive
Le olive si raccolgono in autunno, tra ottobre e dicembre secondo la zona e la varietà. Le norme tecniche regionali spiegano che l’olio si accumula nella polpa dall’estate fino a novembre e che, per l’olio, il momento migliore è in genere quando il 60-70% delle olive ha cambiato colore, dal verde al violaceo: è il punto in cui c’è la maggiore quantità di olio e di sostanze fenoliche.
Per le olive da tavola si raccolgono invece frutti verdi o neri a seconda della preparazione. In un uliveto familiare si stendono le reti sotto la chioma e si fanno cadere le olive a mano, con pettini o con piccoli abbacchiatori. Le olive vanno portate al frantoio il prima possibile, senza lasciarle ammucchiate per giorni.

Malattie e parassiti dell’olivo
I problemi più comuni dell’olivo sono:
- mosca dell’olivo (Bactrocera oleae): depone le uova nelle olive in estate e in autunno; le larve scavano la polpa e peggiorano la qualità dell’olio;
- occhio di pavone: un fungo che causa macchie tonde sulle foglie e ne provoca la caduta, favorito dalle primavere e dagli autunni umidi;
- rogna dell’olivo: un batterio che forma tubercoli sui rami ed entra dalle ferite, anche quelle dei tagli di potatura e della grandine;
- cocciniglia, soprattutto la mezzo grano di pepe, spesso accompagnata dalla fumaggine;
- Xylella fastidiosa, il batterio che in Puglia ha causato il disseccamento di milioni di olivi.
Per la Xylella valgono regole di legge: le piante di olivo si comprano solo da vivai autorizzati e con il passaporto delle piante, e nelle zone delimitate ci sono obblighi precisi stabiliti dal Servizio fitosanitario regionale. Se noti disseccamenti sospetti, contatta il Servizio fitosanitario della tua Regione.
Coltivare l’olivo in vaso
L’olivo si coltiva bene anche in vaso, su terrazzi e balconi molto soleggiati. Scegli un vaso grande e pesante, con i fori di drenaggio e uno strato di argilla espansa o ghiaia sul fondo, e un terriccio drenante mescolato a sabbia. In vaso l’olivo ha bisogno di annaffiature regolari in estate e di un rinvaso in un contenitore più grande ogni due o tre anni.
D’inverno un olivo in vaso soffre il freddo più di uno in piena terra, perché le radici sono meno protette: nelle zone fredde avvolgi il vaso con materiale isolante o spostalo in un punto riparato e luminoso.
Varietà di olivo
In Italia si coltivano centinaia di varietà di olivo, spesso legate a una regione o a una zona precisa: tra le più note ci sono il Leccino, il Frantoio, la Coratina, l’Ogliarola, il Moraiolo, la Nocellara del Belice e la Taggiasca. Alcune sono adatte all’olio, altre alle olive da tavola, altre a entrambi gli usi. Per un olivo da giardino la scelta migliore è una varietà diffusa nella tua zona: è già adattata al clima e al terreno locali.
Fonti: Regione Calabria, Disciplinari di produzione integrata 2023, Tecniche agronomiche, scheda coltura Olivo.


Lascia un commento