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Come si coltiva il peperoncino

di · Orto · aggiornato il

pianta di peperoncino con frutti rossi e verdi

Calendario colturale

A ottobre: raccolta

Attività GFMAMGLASOND
Semina febbraiomarzo
Trapianto aprilemaggio
Raccolta luglioagostosettembreottobre
Fioritura giugnoluglioagosto
  • Semina: febbraio–marzo
  • Trapianto: aprile–maggio
  • Raccolta: luglio–ottobre
  • Fioritura: giugno–agosto

Periodi indicativi: mesi e stagioni possono cambiare in base alla zona d'Italia, all'altitudine e all'andamento del clima.

Punti chiave per coltivare peperoncino

Punto salienteDettagli
Periodo di seminaFebbraio–marzo
TerrenoFertile, ben drenato
EsposizionePieno sole, ombra
IrrigazioneTerreno sempre umido, regolare
ConcimazioneCompost, letame maturo
SupportiServono dei sostegni
Distanza tra le piante40-50 cm, 60-70 cm tra le piante
RaccoltaLuglio–ottobre
Malattie e parassitiMarciume radicale, afidi, ragnetto rosso, mosca bianca

Il peperoncino è una delle piante più amate dell’orto di casa: occupa poco spazio, cresce bene anche in vaso e dà frutti per tutta l’estate, fino all’autunno. Ne esistono centinaia di varietà, dalle più dolci a quelle così piccanti da richiedere i guanti, ma si coltivano tutte allo stesso modo. Vediamo come si coltiva il peperoncino, dalla semina alla raccolta e alla conservazione.

La pianta del peperoncino

Il peperoncino appartiene al genere Capsicum, nella famiglia delle Solanaceae, la stessa dei pomodori, delle melanzane e delle patate. È originario delle Americhe e il suo nome scientifico viene dal greco kapto, che significa “mordere”. Del genere fanno parte circa 23 specie, ma solo cinque sono coltivate:

  • Capsicum annuum, la specie più diffusa al mondo: comprende i peperoni dolci, i jalapeño, il cayenna e la maggior parte dei peperoncini italiani;
  • Capsicum chinense, la specie dei peperoncini più piccanti, come l’habanero e il bhut jolokia, riconoscibile dalle foglie un po’ grinzose;
  • Capsicum frutescens, dal portamento cespuglioso, a cui appartiene il tabasco;
  • Capsicum baccatum, la specie degli ají sudamericani;
  • Capsicum pubescens, con foglie e fusti pelosi, fiori viola e semi scuri, come il rocoto, adatto a climi più freschi.

Su coltivare.info trovi anche le schede di alcune varietà: il diavolicchio, il medusa e l’acrata.

fiore bianco di peperoncino
Il fiore del peperoncino, bianco e a cinque petali (Foto©Vinayaraj / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0)

Perché il peperoncino è piccante

Il piccante viene dai capsaicinoidi, sostanze che la pianta produce probabilmente per difendersi dai mammiferi. Contrariamente a quanto si pensa, non si trovano nei semi ma nella placenta, il tessuto chiaro a cui i semi sono attaccati: per questo, se togli le venature interne, il peperoncino diventa meno piccante.

La quantità di capsaicinoidi dipende dalla varietà, ma anche dall’ambiente: il caldo intenso e la scarsità d’acqua rendono i frutti più piccanti. Il piccante si misura sulla scala di Scoville: nel 2005 i ricercatori della New Mexico State University misurarono nel bhut jolokia oltre un milione di unità Scoville, il valore più alto registrato fino ad allora.

Clima ed esposizione

Il peperoncino ama il caldo. Le norme tecniche della Regione Calabria per la produzione integrata, nella scheda del peperone, indicano una temperatura ottimale di germinazione di 25 °C, una crescita ottimale tra 16 e 20 °C e, per la formazione dei frutti, notti tra 15 e 18 °C e giornate tra 20 e 25 °C. I 35 °C sono la temperatura massima che la pianta sopporta. Il freddo è il suo punto debole: soffre le notti fresche e il gelo la uccide.

Scegli un posto in pieno sole, riparato dal vento. Nelle zone con estati molto calde una leggera ombra nelle ore centrali aiuta a non far bruciare i frutti.

Il terreno

Il peperoncino preferisce terreni di medio impasto, fertili e ben drenati, con un pH tra 5,5 e 7. Teme i ristagni d’acqua, che favoriscono il marciume radicale. Prima del trapianto lavora il terreno in profondità e interra compost o letame ben maturo.

Semina

Il peperoncino ha bisogno di un lungo periodo caldo per arrivare ai frutti, per questo si semina presto, a febbraio o marzo, in semenzaio al riparo:

  1. semina in vaschette o alveoli con terriccio da semina, a mezzo centimetro di profondità;
  2. tieni il semenzaio al caldo, intorno ai 25 °C, e il terriccio sempre umido ma non fradicio;
  3. i semi germinano lentamente, anche in due o tre settimane, e le varietà più piccanti sono spesso le più lente;
  4. quando le piantine hanno qualche foglia vera, spostale in vasetti singoli e tienile alla luce.

Se vuoi approfondire le tecniche, c’è la guida su come si semina.

Trapianto

Le piantine si trapiantano all’aperto tra aprile e maggio, quando le notti restano stabilmente sopra i 15 °C. Lascia circa 40-50 centimetri tra una pianta e l’altra e 60-70 centimetri tra le file, un po’ di più per le varietà più grandi. Le piante cariche di frutti possono piegarsi: un tutore accanto al fusto le tiene dritte.

Irrigazione e cure

Annaffia con regolarità, alla base della pianta e senza bagnare le foglie, lasciando asciugare la superficie del terreno tra un’annaffiatura e l’altra. Una pacciamatura mantiene il terreno umido e limita le erbacce.

Il peperoncino è una pianta perenne, anche se da noi si coltiva come annuale: in vaso puoi provare a farlo svernare in un luogo luminoso e riparato, sopra i 10 °C, potando i rami a fine stagione.

peperoncini habanero arancioni sulla pianta
Habanero (Capsicum chinense) sulla pianta (Foto©André Karwath / Wikimedia Commons, CC BY-SA 2.5)

Raccolta

Si raccoglie da luglio a ottobre, quando i frutti hanno raggiunto il colore tipico della varietà: rosso, giallo, arancione o anche marrone. Molti peperoncini si possono raccogliere anche verdi, ma sono meno piccanti e meno aromatici. Stacca i frutti con le forbici, lasciando un pezzetto di picciolo, senza strappare i rami. Più raccogli, più la pianta continua a fiorire.

Quando maneggi le varietà molto piccanti usa i guanti ed evita di toccarti gli occhi.

Conservazione

Il modo più semplice per conservare il peperoncino è essiccarlo: puoi legare i frutti in collane con lo spago e appenderli in un luogo asciutto e ventilato, oppure stenderli al sole su un graticcio. Una volta secchi si conservano per mesi interi, a pezzi o macinati. In alternativa si possono congelare o mettere sott’olio.

peperoncini rossi messi a essiccare
Peperoncini messi a essiccare al sole (Foto©Twentyfour Students / Wikimedia Commons, CC BY-SA 2.0)

Malattie e parassiti

Il peperoncino condivide i nemici delle altre Solanaceae:

  • afidi, che si radunano sui germogli e sotto le foglie;
  • ragnetto rosso, che compare con il caldo secco e fa ingiallire le foglie;
  • mosca bianca, soprattutto in serra e sulle piante in vaso;
  • marciumi delle radici e del colletto, favoriti dai ristagni d’acqua.

Contro le malattie del terreno conta molto la rotazione delle colture: le norme tecniche regionali chiedono che in cinque anni, nello stesso appezzamento, ci sia almeno una coltura di una famiglia diversa, con al massimo due ritorni. Nell’orto di casa, in pratica, non rimettere peperoncini dove l’anno prima c’erano pomodori, melanzane, peperoni o patate.

Coltivare il peperoncino in vaso

Il peperoncino è perfetto per il balcone: scegli un vaso di almeno 25-30 centimetri di diametro, con fori sul fondo e uno strato drenante, e un terriccio ricco. Mettilo nel punto più soleggiato e annaffia spesso in estate, perché in vaso la terra si asciuga in fretta. Le varietà più compatte, come il medusa, sono le più adatte.

Fonti: Regione Calabria, Disciplinari di produzione integrata 2023, Tecniche agronomiche, scheda coltura Peperone; UC Davis Agricultural Sustainability Institute, A Pepper Primer.

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