La stella di Natale (Euphorbia pulcherrima), chiamata anche poinsettia, è la pianta simbolo delle feste: ogni anno se ne vendono milioni, quasi sempre rosse. Spesso viene trattata come una pianta usa e getta, ma con le cure giuste resta bella per settimane e si può anche far ricolorare l’anno dopo. In questa guida vediamo come curarla in casa, cosa fare dopo le feste e come farla tornare rossa per il Natale successivo.
La pianta della stella di Natale
La stella di Natale appartiene alla famiglia delle Euphorbiaceae ed è originaria del Messico, dove cresce come arbusto e può diventare un piccolo albero di alcuni metri. Le piante che compriamo sono varietà selezionate per restare compatte in vaso.
Quelli che sembrano i petali rossi non sono fiori: sono brattee, foglie modificate che si colorano. I veri fiori sono le piccole strutture giallo-verdi al centro della stella, chiamate ciazi. Oltre al rosso esistono varietà con brattee bianche, crema, rosa, salmone e screziate.

Dove metterla in casa
La stella di Natale vuole tanta luce, ma non il sole diretto delle ore calde: il posto migliore è vicino a una finestra luminosa, senza che le foglie tocchino il vetro freddo. L’Università dell’Illinois indica come ideale una temperatura di 16-21 °C di giorno e intorno ai 13-16 °C di notte: con il caldo eccessivo la pianta dura meno.
Il nemico principale sono gli sbalzi di temperatura e le correnti d’aria, sia quelle fredde di porte e finestre sia quelle calde di termosifoni e stufe. Bastano pochi minuti al freddo, anche nel tragitto dal negozio a casa, per danneggiare foglie e brattee: per questo va comprata ben incartata e mai lasciata fuori in inverno.
Come annaffiarla
L’errore più comune è annaffiare troppo. Controlla il terriccio ogni giorno e annaffia solo quando la superficie è asciutta al tatto, con acqua a temperatura ambiente. Dopo qualche minuto svuota il sottovaso: la stella di Natale non sopporta i ristagni, che fanno marcire le radici.
Se la pianta è avvolta nella carta decorativa, bucala sul fondo o toglila prima di annaffiare, altrimenti l’acqua resta intrappolata. Anche la siccità però le fa male: una pianta che appassisce perde le brattee molto più in fretta.
Concimazione
Durante le feste la stella di Natale non va concimata. Se decidi di tenerla dopo l’inverno, dalla primavera all’estate puoi darle un concime per piante da appartamento una volta al mese, alle dosi indicate in etichetta.

Cosa fare dopo le feste
Con le cure giuste la stella di Natale resta bella in casa per circa 6-8 settimane. Poi perde gradualmente le foglie. A questo punto puoi tenerla, seguendo il ciclo indicato dalle università americane che la studiano da decenni:
- fine inverno: quando circa metà delle foglie e delle brattee è caduta, riduci a poco a poco le annaffiature e lasciala riposare in un luogo fresco, bagnandola solo quel tanto che basta a non far raggrinzire i fusti;
- primavera: quando compaiono i germogli nuovi, accorcia i fusti a 10-15 centimetri dal terriccio, rinvasa in un terriccio fresco e drenante e riportala vicino a una finestra soleggiata, riprendendo acqua e concime;
- estate: quando le notti restano sopra i 10 °C puoi portarla all’aperto, abituandola gradualmente al sole, in un punto luminoso con un po’ d’ombra nel pomeriggio. Fino a metà agosto cima le punte dei germogli ogni 3-4 settimane, così la pianta resta compatta e cespugliosa;
- inizio autunno: rientrala in casa, vicino a una finestra, quando le notti scendono sotto i 13-16 °C.
Per le cimature vedi anche la guida alla cimatura.
Come farla tornare rossa
La stella di Natale è una pianta a giorno corto: forma i fiori e colora le brattee solo quando le notti sono lunghe. In casa, però, la luce artificiale della sera le fa credere che le giornate siano ancora lunghe, e la pianta resta verde.
Per farla ricolorare, l’Università dell’Illinois consiglia di tenerla al buio completo dalle 17 alle 8 del mattino seguente, ogni giorno, da fine settembre fino a quando le brattee sono ben colorate, di solito tra l’inizio e la metà di dicembre. Puoi metterla in un armadio o coprirla con una scatola di cartone; di giorno torna vicino alla finestra. Basta anche una breve accensione di luce durante la notte per interrompere il processo. Nel frattempo tieni la pianta tra 16 e 21 °C: notti troppo calde ritardano o impediscono la colorazione.

Malattie e parassiti
I problemi più frequenti in casa sono:
- caduta improvvisa delle foglie: quasi sempre è colpa di freddo, correnti d’aria, troppa acqua o poca luce, non di una malattia;
- mosca bianca, piccoli insetti bianchi che si alzano in volo se si scuote la pianta;
- cocciniglia e ragnetto rosso, favoriti dall’aria secca e calda;
- marciume radicale, se il terriccio resta bagnato a lungo.
La stella di Natale è tossica?
Come tutte le euforbie, la stella di Natale contiene un lattice bianco che esce quando si spezzano fusti o foglie. Il Centro nazionale di informazione tossicologica di Pavia segnala che le piante natalizie, stella di Natale compresa, sono tra le cause più frequenti di intossicazione da vegetali: il contatto con il lattice può irritare la pelle e gli occhi, e l’ingestione può dare nausea, vomito e diarrea.
Qualche precauzione semplice basta: tieni la pianta lontana dalla portata di bambini piccoli e animali domestici, usa i guanti quando la poti e lavati bene le mani con acqua e sapone dopo averla maneggiata, senza toccarti gli occhi. In caso di ingestione o di contatto con gli occhi contatta un centro antiveleni o il medico; per cani e gatti, il veterinario.

Coltivarla in giardino
Nel suo ambiente naturale la stella di Natale è un arbusto da esterno, e anche in Italia, nelle zone dal clima molto mite e senza gelate, come alcune località costiere del Sud e delle isole, si vedono esemplari coltivati in piena terra alti diversi metri. Nel resto d’Italia va tenuta in vaso e portata in casa prima che le notti si facciano fredde.
Fonti: University of Illinois Extension, «Caring for Poinsettias»; Centro nazionale di informazione tossicologica, IRCCS Fondazione Maugeri di Pavia, dati sulle intossicazioni da piante natalizie.



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