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Come preparare l’orto per l’inverno

di · Orto · aggiornato il

fare il compost

Con l’arrivo del freddo l’orto rallenta, ma non va abbandonato. L’autunno è il momento giusto per preparare l’orto per l’inverno: si puliscono le aiuole, si nutre il terreno, si proteggono le colture che restano in campo e si mettono a dimora quelle che passano l’inverno sotto terra. Il lavoro fatto adesso si ritrova in primavera, con un terreno più soffice, più ricco e più facile da seminare.

Ecco i lavori da fare, nell’ordine in cui conviene farli.

Togli i residui delle colture finite

Pomodori, zucchine, fagioli e peperoni hanno chiuso il loro ciclo: le piante secche vanno estirpate e tolte dalle aiuole. Lasciarle in campo significa offrire un riparo invernale a parassiti e malattie.

Cosa fare con quello che togli:

  • Piante sane: tagliate a pezzi, vanno nel compost domestico, dove diventeranno concime per il prossimo anno.
  • Piante malate: le foglie con macchie di peronospora, oidio o altre malattie non vanno nel compost. Le guide al compostaggio domestico dei Comuni le mettono tra i materiali da evitare, per non contaminare il compost. Vanno smaltite secondo le regole della raccolta del tuo Comune.

Si possono bruciare le sterpaglie? La legge lo consente solo a certe condizioni. Il Codice dell’ambiente (art. 182, comma 6-bis, del d.lgs. 152/2006) ammette l’abbruciamento in piccoli cumuli, nel luogo di produzione, in quantità giornaliere non superiori a tre metri steri per ettaro. Nei periodi di massimo rischio di incendi boschivi dichiarati dalle Regioni è sempre vietato, e i Comuni possono sospenderlo o vietarlo, per esempio per la qualità dell’aria. Prima di accendere qualsiasi fuoco informati presso il tuo Comune: in molte zone d’Italia in autunno e in inverno c’è un divieto.

Nutri il terreno con letame o compost

L’autunno è un buon momento per distribuire la sostanza organica, perché ha tutto l’inverno per lavorare nel terreno. Usa letame maturo o compost ben decomposto, mai fresco.

Le norme tecniche di produzione integrata (qui quelle della Regione Marche) non fissano un’epoca precisa per letame e compost, ma chiedono di incorporarli nel terreno e non di lasciarli in superficie. Ricordano anche che il letame cede il suo azoto lentamente e solo in parte: nell’anno della distribuzione se ne mineralizza circa il 40%, il resto lavora negli anni successivi. Per questo il letame si considera un ammendante, che migliora il terreno nel tempo, più che un concime di pronto effetto.

letame maturo da distribuire nell'orto in autunno
Letame maturo da distribuire in autunno (Foto©Pixabay)

Lavora il terreno senza sbriciolarlo

Se il terreno è pesante e argilloso, una vangatura autunnale aiuta: le zolle lasciate grossolane vengono sgretolate da piogge e gelate durante l’inverno, e in primavera basterà un passaggio di rastrello. Lavora solo quando il terreno non è bagnato, altrimenti lo compatti.

Non serve affinarlo: le norme tecniche regionali chiedono proprio lavorazioni che non affinino troppo il terreno, per conservarne la struttura e la sostanza organica. Un terreno ridotto in polvere a novembre, con le piogge invernali, diventa una crosta.

Non lasciare il terreno nudo

Un’aiuola vuota e scoperta per tutto l’inverno perde terra con le piogge e lascia scivolare in profondità l’azoto, che in primavera non ci sarà più. Hai due modi per coprirla:

  • Il sovescio: semini un miscuglio di piante (per esempio orzo, favino e veccia) che coprono il terreno durante l’inverno e in primavera vengono interrate. Le schede tecniche della Regione Emilia-Romagna indicano tra i benefici proprio la protezione del suolo dall’erosione, soprattutto in inverno, e la cattura dell’azoto nitrico, che altrimenti finirebbe in falda.
  • La pacciamatura: copri le aiuole con paglia, foglie secche o altri materiali naturali. È la scelta più semplice per un orto piccolo.

Metti a dimora le colture che passano l’inverno

L’orto d’inverno non è vuoto. Tra autunno e inverno si piantano gli spicchi di aglio e, nelle zone dal clima mite, si seminano fave e piselli. Restano in campo anche cavoli, porri, finocchi e radicchi seminati o trapiantati in estate.

I mesi giusti cambiano molto tra Nord e Sud: nel calendario di ottobre trovi le guide con semine, trapianti e raccolte del mese.

Proteggi le colture dal gelo

Le colture rimaste in campo reggono il freddo, ma le gelate più forti possono rovinare le foglie. Tieni a portata di mano un telo di tessuto non tessuto da stendere nelle notti più fredde, sostenuto da archetti in modo che non schiacci le piante. Lascia passare aria e luce e si toglie facilmente nelle giornate di sole.

Per proteggere di più, un piccolo tunnel o una serra permettono di continuare a raccogliere insalate e verdure: trovi come fare nella guida su come si coltiva in serra nei mesi freddi.

Svuota l’impianto d’irrigazione e sistema gli attrezzi

L’acqua, quando gela, aumenta di volume: tubi, raccordi e gocciolatori lasciati pieni possono spaccarsi. Prima delle prime gelate svuota l’impianto, stacca i timer a batteria e ritirali al coperto.

È anche il momento di sistemare gli attrezzi: togli la terra da vanga, zappa e rastrello, asciugali bene e passa un velo d’olio sulle parti in metallo prima di riporli. Le forbici da potatura vanno pulite e affilate, perché in inverno serviranno per le potature.

Pensa già all’orto di primavera

Con le aiuole libere è facile segnare cosa è cresciuto dove. Annota su un quaderno o sul telefono le colture di quest’anno: ti servirà per la rotazione delle colture, cioè per non rimettere nella stessa aiuola ortaggi della stessa famiglia. È uno dei modi più semplici per avere meno malattie e un terreno meno stanco.

Foto d’anteprima: Pixabay

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