Ifantria, come combattere il bruco americano

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Il bruco americano è un lepidottero anche conosciuto col nome di ifantria, distrugge piante anche quelle ornamentali.

Scopriamo insieme come rimediare ai danni che provoca quest’ultimo.

Ifantria

L’ifantria è un lepidottero, defogliatore e polifago, attacca molte specie vegetali. L’ifantria si presenta da adulta come una grande farfalla con 25/40mm di apertura alare, di colore bianco ed a volte sono presenti delle punteggiature nere. Tutto il corpo è ricoperto da una sottile peluria bianca.

Le larve di prima e seconda età hanno un colore giallognolo con una doppia fila di punti neri lungo il corpo anch’esse hanno una peluria che le ricopre ma più rada. Le larve mature hanno una lunghezza di 30/35mm, sono pelose e di colore brunastro. Presentano dei peli lungo i lati più o meno lunghi attaccati a tubercoli di colore giallo scuro.

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Animaletto dannoso (Foto©Instagram-eliojucci)

Quali alberi attacca l’ifantria

L’ifantria è un bruco defogliatore, che attacca molte specie vegetali. Tra le più attaccate ci sono: gli alberi e gli arbusti caducifogli, come noce, gelsi, ciliegio, pero, pioppi, aceri, platano, tiglio, salice, frassini, ontani, biancospino, ligustro, prugnolo, nocciolo, evonimo ecc.

I danni dell’ifantria

I danni che provoca questo bruchetto sono a carico del fogliame, nutrendosi della lamina fogliare e lasciando intatte soltanto le nervature. Oltre a questo danno gli adulti producono una sostanza sericea con cui avvolgono le foglie e che ha uno scopo ben preciso. Le piante perdono la loro capacità fotosintetica, e per far fronte alle esigenze, i nuovi germogli, inducono un forte fattore di stress soprattutto nel periodo estivo.

I rimedi contro l’ifantria

Quando si notano le prime larve del bruco americano, si consiglia di agire tempestivamente con un antiparassitario ad azione sistemica, irrorando il fogliame ogni 6/8 giorni, fino a che i lepidotteri non saranno debellati.

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